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Stasera Mi Butto – Martedì

Eccomi qui a parlare di Sanremo. Proprio io sì, che l’ultima volta in cui l’ho visto per intero deve
essere stato nell’84, solo perché mi piaceva uno di terza in fissa con Alberto Camerini e non volevo
farmi cogliere impreparata. Erudizione rivelatasi poi inutile, visto che lui alla fine si è messo con
una tipa di seconda che praticava musica e congiuntivi con la stessa familiarità con cui io gestivo le
dimostrazioni di geometria euclidea, cioè zero, ma son dettagli. Ora capite perché, buttando un
occhio sui trenta nomi dei partecipanti, ne ho riconosciuti solo una manciata e quasi tutti sbocciati
prima degli anni ’80. In pratica il mio sguardo sul Festival è vergine e incondizionato, pronto ad
affacciarsi sul palco all’Ariston senza saperne un tubo o quasi, per raccontare con il curioso e
schietto distacco di chi osserva e basta, come fossi che so, una creatura intergalattica. Non verde
però, che armocromicamente la tinta mi sbatte, ci vedrei piuttosto un bell’amaranto, colore
distinto, mai banale e un po’ d’antan, come la Topolino di Paolo Conte, così restiamo pure in tema
musicale. Eurovisione, i carabinieri con i pennacchi, la fanfara, pure i cavalli e un cane, pare di
essere approdati al Regno di Molto Molto Lontano. Niente paura, con un respiro il Mengoni zen ci
riporta sul pezzo, però quel “CoCo”, che sarà pure abbreviativo di co-conduttore ma suona come
una telefonata del commercialista, o era un rimando alla mitica Chanel? Bisogna ragionarci su, me
lo promette caro Amadeus bianconiglio vestito?
Nero, bianco, pizzo, piedi nudi della Mannoia, pigiami a catarifrangente e giacche che sembrano
agguantate al buio dall’armadio di un troll, Ibrahimovic simpatico umorista, la musica che salva
con La Sad, più interstellari del mio amaranto, un moderno Diodato d’altri tempi, il casco della
Tigre delle nevi.
E lei: la Berté.
Quasi non mi accorgo di un Fiorello fugace come una cometa, canzoni scivolano via senza aderire,
ma è solo la prima sera, anche se il sospetto c’è: forse sono io che non ho l’età, altro che la
Cinquetti.

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